Luogo di speranza e grazia

Pontificio Santuario di Pompei

Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, edificato per volontà di San Bartolo Longo, è uno dei maggiori centri di devozione mariana d’Italia e del mondo. Milioni di fedeli, ogni anno, vi si recano per pregare, chiedere grazie, sciogliere un voto, affidarsi alla Madonna. Costruito tra il 1876 e il 1891, il tempio mariano è un fitto intreccio di fede e devozione, arte e cultura.

Storia del Santuario

Il Santuario è stato costruito in tempi diversi. L’originario, a croce latina con una sola navata, fu eretto tra il 1876 e il 1891, su progetto del professor Antonio Cua dell’Università di Napoli, e misurava 420 mq. Per accogliere i numerosissimi fedeli, tra il 1934 e il 1939, durante l’episcopato dell’Arcivescovo Antonio Anastasio Rossi, il Santuario è stato ampliato, passando da una a tre navate e mantenendo la struttura a croce latina. Il progetto fu ideato dall’architetto e sacerdote Monsignor Spirito Maria Chiapetta, che ne diresse anche i lavori. Le due navate minori, che hanno tre altari per ogni lato, si prolungano sin dietro l’abside in un ambulacro arricchito da quattro cappelline semicircolari.
 

L’insieme delle costruzioni è armonizzato da strutture contrastanti, in perfetto equilibrio di masse, studiato in modo da non subire effetti di spostamento per qualsiasi causa. La cubatura totale è di 40.000 metri. Negli ultimi anni, il Santuario è stato sottoposto ad importanti lavori di restauro che hanno riguardato affreschi, mosaici, sculture, opere in marmo, quadri. Tali interventi hanno permesso il ritorno all’antica bellezza, velata dal passaggio del tempo e dagli agenti atmosferici. Il restauro è ancora in corso.

Il campanile

Il Campanile, opera dell’architetto e Servo di Dio Aristide Leonori, costruito tra il 1912 e il 1925 (anno in cui fu inaugurato, il 24 maggio), richiama il modello tradizionale delle torri campanarie. Il Leonori, coadiuvato dal fratello Pio, fu anche direttore dei lavori, disegnatore delle campane, dei portali e degli angeli. All’esterno è di granito grigio con elementi di marmo bianco; è realizzato in stile corinzio e composito, con cinque ordini architettonici rastremati dal basso verso l’alto, raccordati da colonne lucidate a specchio.
 


All’interno, realizzata con mattoni pressati, è un’armatura metallica a castello sostiene una scala di ferro di 360 scalini su 36 rampe. La porta frontale è di bronzo, reca in altorilievo la scena dell’apparizione del Sacro Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque. Sui piedistalli del terzo ordine, si stagliano quattro angeli trombettieri in bronzo. Nel quarto ordine, in una nicchia, è posta una statua in marmo di Carrara del Sacro Cuore di Gesù, alta 6 metri. Le scritte: “VENITE AD ME OMNES” e “CORDI JESU SACRUM” “ANNO IUBILAEI MCMXXV”, come le quattro fiamme agli angoli, sono di bronzo dorato a fuoco. I1 monumento è coronato da una cupola, sormontata da una croce gemmata in rame e bronzo, alta 6 metri, benedetta da Pio XI, prima del trasporto a Pompei. Nel Campanile, di 80 metri di altezza, trovano posto 8 campane realizzate dalla ditta Marinelli di Agnone (CB), con la fusione di 100 quintali di cannoni da guerra.

A seguito dei danni subiti a causa del terremoto del 1980, furono eseguiti alcuni lavori di restauro e di consolidamento, durati dal 1986 al 1988. Dalla porticina posteriore del campanile, con un ascensore, si sale al belvedere, dal quale è possibile ammirare il panorama circostante.

 

Il quadro della Madonna

L’Icona della Madonna di Pompei presenta l'immagine della Madonna in trono con Gesù in braccio; ai suoi piedi san Domenico e santa Caterina da Siena. Maria reca nella mano sinistra la corona del Rosario che porge a santa Caterina, mentre Gesù, poggiato sulla sua gamba destra, la porge a san Domenico. È racchiusa in una cornice di bronzo dorato incastonata su un fondo di onice, sul quale spiccano i tondi con i 20 misteri del Rosario.

I misteri gaudiosi, gloriosi e dolorosi furono dipinti dal romano Vincenzo Paliotti. I misteri luminosi, aggiunti da San Giovanni Paolo II con la lettera apostolica “RosariumVirginis Mariae” del 16 ottobre 2002, sono stati dipinti recentemente da Salvatore Seme, pittore di Torre del Greco esperto nell’arte figurativa sacra. Un riquadro a specchi di malachite e lapislazzuli circonda il quadro. Giorno e notte, oltre alle candele, vi ardono davanti 15 lampade a olio, a forma di rosa. L’Icona fu data a Bartolo Longo da suor Maria Concetta De Litala, del convento del Rosariello a Porta Medina di Napoli. La religiosa l’aveva avuta in custodia da padre Alberto Radente, confessore del Santo. Arrivò a Pompei il 13 novembre 1875, affidata dal Longo al carrettiere Angelo Tortora che, dopo averla avvolta in un lenzuolo, l’appoggiò su di un carro di letame. Il quadro necessitava di un restauro, che fu immediatamente eseguito da Guglielmo Galella. Fu posto alla venerazione dei fedeli soltanto il 13 febbraio 1876. Nello stesso giorno, a Napoli, la dodicenne Clorinda Lucarelli beneficiò del primo miracolo ottenuto per intercessione della Madonna di Pompei.

In seguito, Bartolo Longo affidò l’Icona al pittore napoletano Federico Maldarelli per un ulteriore restauro, chiedendogli anche di trasformare l’originaria santa Rosa in santa Caterina da Siena. Nel 1965, durante il restauro realizzato al Pontificio Istituto dei Padri Benedettini Olivetani di Roma, sotto i colori sovrapposti nei precedenti interventi, furono scoperti i colori originali che svelarono la mano di un valente artista secentesco della scuola di Luca Giordano. Il quadro fu, poi, incoronato da Papa Paolo VI nella Basilica di San Pietro, il 23 aprile 1965. L’ultimo restauro, presso il Laboratorio Dipinti dei Musei Vaticani, è del 2012.

Il quadro della Madonna
Il Museo del Santuario

Il Museo del Santuario, sito al piano interrato, a metà del corridoio est, è stato istituito nel 1900, ma ristrutturato e ampliato una prima volta nel 1970 e una seconda nel 2000, in occasione del Grande Giubileo.

La collezione museale è di tipo storico-artistico e contiene prevalentemente gli ex voto del Santuario: argenti, ori, arredi liturgici, arazzi, vetri, avori, coralli, tavolette, ceramiche, presepi napoletani, armature e altri oggetti di valore, che cominciarono a pervenire a Pompei fin dalle prime fasi della costruzione della chiesa (1876-1887).

L’ampia sala rettangolare è circondata da setti murali, nei quali sono posizionate ventitré vetrine espositive. Al centro, otto pilastri circolari racchiusi in vetrate sostengono una paratia di vetro a protezione di un grande presepe in stile napoletano, di cui lo scoglio è opera recente d’artigianato e le “figure” sono del XIX secolo.

L’esposizione, che pure ospita circa duemila manufatti, non esaurisce, tuttavia, il patrimonio storico-artistico e di ex voto del Santuario, i cui pezzi di maggior pregio vengono posti in mostra con criterio di rotazione per l’esiguità degli spazi espositivi.

Il 15 maggio 2023, dopo tre anni di chiusura dovuta alla pandemia da Covid-19, il Museo diocesano di Pompei ha riaperto al pubblico con il rito di benedizione presieduto dall’Arcivescovo Monsignor Tommaso Caputo.

L’esposizione permanente, che era stata temporaneamente chiusa per ottemperare alle misure precauzionali richieste dall’emergenza sanitaria, nel frattempo è stata oggetto di lavori di ristrutturazione, nonché di riordino della collezione museale, ulteriormente arricchita di nuovi oggetti, in modo particolare le chiavi di alcune città visitate dalla Missione Mariana.

Durante questa ulteriore ristrutturazione e risistemazione, le vetrine sono state dotate di didascalie descrittive e pannelli, in lingua italiana e in lingua inglese, che raccontano il Museo anche attraverso le parole del Santo Bartolo Longo.

 

Pellegrinaggi e Eventi Speciali

Il pellegrinaggio, esperienza religiosa universale, è un’espressione tipica della pietà popolare, strettamente connessa con il santuario, della cui vita costituisce una componente indispensabile. Nonostante i mutamenti subiti nel corso dei secoli, il pellegrinaggio mantiene, anche nel nostro tempo, i tratti essenziali che ne determinarono la spiritualità.

La dimensione escatologica, essenziale ed originaria: il pellegrinaggio, “cammino verso il santuario”, è momento e parabola del cammino verso il Regno; il pellegrinaggio infatti aiuta a prendere coscienza della prospettiva escatologica in cui si muove il cristiano.

La dimensione penitenziale: il pellegrinaggio si configura come un “cammino di conversione”: camminando verso il santuario, il pellegrino compie un percorso che va dalla presa di coscienza del proprio peccato e dei legami che lo vincolano a cose effimere e inutili al raggiungimento della libertà interiore e alla comprensione del significato profondo della vita.

La dimensione festiva: la gioia del pellegrinaggio cristiano è prolungamento della letizia del pio pellegrino di Israele, è sollievo per la rottura della monotonia quotidiana nella prospettiva di un momento diverso, è alleggerimento del peso della vita, che per molti, soprattutto per i poveri, è fardello pesante; è occasione per esprimere la fraternità cristiana, per dare spazio a momenti di convivenza e di amicizia, per liberare manifestazioni di spontaneità spesso represse.

La dimensione cultuale: il pellegrino cammina verso il santuario per andare incontro a Dio, per stare alla sua presenza rendendogli l’ossequio della sua adorazione e aprendogli il cuore. Nel santuario il pellegrino compie numerosi atti di culto appartenenti alla sfera sia della Liturgia sia della pietà popolare.

La dimensione apostolica: l’itineranza del pellegrino ripropone, in un certo senso, quella di Gesù e dei suoi discepoli, che percorrono le strade della Palestina per annunciare il Vangelo di salvezza. Sotto questo profilo il pellegrinaggio è un annuncio di fede e i pellegrini divengono «araldi itineranti di Cristo».

La dimensione comunionale: il pellegrino che si reca al santuario è in comunione di fede e di carità non solo con i compagni con i quali compie il “santo viaggio”, ma con il Signore stesso, che cammina con lui come camminò al fianco dei discepoli di Emmaus; con la sua comunità di provenienza e, attraverso di essa, con la Chiesa dimorante nel cielo e pellegrinante sulla terra; con i fedeli che, lungo i secoli, hanno pregato nel santuario; con la natura, che circonda il santuario, di cui ammira la bellezza e che si sente portato a rispettare; con l’umanità, la cui sofferenza e la cui speranza si manifestano variamente nel santuario, e il cui ingegno e la cui arte hanno lasciato in esso molteplici segni.

Info e Orari

INDIRIZZO
Piazza Bartolo Longo, 1 80045 Pompei (NA)

CONTATTI
Portineria 081 8577370
Rettorato 081 8577379

SITO INTERNET
www.santuario.it

I Papi e Pompei
2025

Papa Leone XIV

Eletto l’8 maggio 2025, affacciandosi alla loggia delle benedizioni in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV nelle sue primissime parole ha avuto subito un pensiero per la Vergine Santa: “Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, – ha detto – nostra madre Maria vuole sempre stare con noi, deve guidarci con il suo amore”. E sarà proprio Sua Santità Robert Francis Prevost – che ha scelto il suo nome ispirandosi a Leone XIII, il “Papa del Rosario” legatissimo a Pompei – a celebrare la canonizzazione di Bartolo Longo, fondatore della Città Mariana, il 19 ottobre 2025.

2015

Pompei abbraccia Papa Francesco

Pompei ha abbracciato Papa Francesco il 21 marzo 2015. Alle 7.48 di quel primo giorno di primavera, il Santo Padre è atterrato nella città mariana, dove è rimasto per circa un’ora, prima di proseguire il suo cammino verso Napoli. In Area Meeting, dove è stato allestito l’eliporto, è stato accolto dall’Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio, mons. Tommaso Caputo, e dal Sindaco, Ferdinando Uliano. Papa Francesco ha attraversato il lungo viale del parcheggio della Basilica, salutando il cordone di fedeli giunti fin dalle primissime ore del mattino. Primi a salutarlo, i giovani strumentisti del Complesso Bandistico “Bartolo Longo-Città di Pompei”, gli ospiti di tutte le opere di carità e gli alunni delle scuole del Santuario. Bagno di folla anche in Piazza Bartolo Longo, dove, ad attenderlo c’erano circa 20.000 fedeli. Il Papa ha, poi, fatto ingresso in Basilica per recitare la Piccola Supplica alla Regina del santo Rosario di Pompei. Anche se non contemplata nel programma ufficiale, il Papa ha fatto tappa nella Cappella del Beato Bartolo Longo, dove sono custodite le reliquie del Fondatore di Pompei, per, poi, ‘sbirciare’ nella Cappella Confessioni, indicatagli da mons. Caputo, al quale ha raccomandato di ricordare ai sacerdoti di esercitare la Misericordia e di farlo con cuore paterno. Poi, il saluto agli ammalati e ai poveri della Mensa. Uscito dalla Basilica, Papa Francesco ha salutato i fedeli: «Grazie tante! Grazie tante, per questa calorosa accoglienza. Abbiamo pregato la Madonna, perché ci benedica tutti: voi, me, e tutto il mondo. Abbiamo bisogno della Madonna, perché ci custodisca. E pregate per me, non dimenticatevi. Adesso vi invito a recitare tutti insieme un’Ave Maria alla Madonna e poi vi darò la Benedizione». Poi, si è congedato con un “arrivederci e a presto”. Per Pompei, e in particolare per il Santuario, è stato un incontro intenso e molto forte. La venuta del Vicario di Cristo ha confermato il carisma pompeiano della carità. Il dono della sua presenza accresce l’entusiasmo di quanti operano al servizio degli ultimi nelle opere sociali volute da Bartolo Longo. In ricordo della sua visita, Papa Francesco ha donato alla Madonna una corona del Rosario, di oro e madreperla. In quest'occasione, l'Arcivescovo Caputo ed il Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, Fra' Matthew Festing, hanno deciso di dedicare proprio a Papa Francesco la Mensa per i poveri che ogni giorno serve 100 pasti.

2008

Benedetto XVI a Pompei

Anche il successore di Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI, volle venire pellegrino a Pompei. Era il 19 ottobre del 2008.

Accolto dall’Arcivescovo Mons. Carlo Liberati, Delegato Pontificio, e da decine di migliaia di persone, affidò “alla Madre di Dio, nel cui grembo il Verbo si è fatto carne” il Sinodo dei Vescovi, allora in corso. Ricordando, poi, la figura del Fondatore e Beato Bartolo Longo, ne sottolineò la radicale conversione, dicendo: “Dove arriva Dio, il deserto fiorisce! Anche il Beato Bartolo Longo, con la sua personale conversione, diede testimonianza di questa forza spirituale che trasforma l’uomo interiormente e lo rende capace di operare grandi cose secondo il disegno di Dio”.

Il Pontefice rilevò quale fosse il “segreto” di Pompei, terra di amore e di carità: la preghiera del Santo Rosario. Queste le sue parole: “Questa preghiera ci conduce, attraverso Maria, a Gesù”. E più avanti: “Il Rosario è preghiera contemplativa accessibile a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco istruiti”. E ancora: “Il Rosario è 'arma' spirituale nella lotta contro il male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle famiglie, nella società e nel mondo”.

Dopo aver celebrato l’Eucaristia, il Santo Padre guidò la recita della Supplica e affidò il mondo intero nelle mani di Maria Santissima.

2003

Giovanni Paolo II a Pompei 2003

Fu ancora un giorno felice per Pompei il 16 ottobre 2002, quando, sul sagrato di San Pietro e davanti all’icona della Vergine del Rosario, da lui voluta per la particolare circostanza, Giovanni Paolo II consegnò alla Chiesa la Lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae”, e indisse l’Anno del Rosario. Ben cinque volte - mai prima era avvenuto in un documento pontificio - il Papa citava il beato Bartolo Longo inserendolo nella grande schiera dei Santi che hanno trovato nella preghiera mariana un’autentica via di santificazione. Il secondo pellegrinaggio di Giovanni Paolo II, avvenuto il 7 ottobre 2003 a conclusione dell’Anno del Rosario, costituisce per Pompei quasi un testamento spirituale del Papa mariano, una consegna ed una missione per il Terzo Millennio dell’era cristiana: il Santuario mariano, centro internazionale d’irradiazione del Santo Rosario, deve essere, con la semplice e popolare preghiera mariana, avamposto d’evangelizzazione nel terzo millennio dell’era cristiana, luogo d’incontro tra popoli e culture, laboratorio di pace e luogo di accoglienza per gli uomini e le donne, soprattutto minori, vittime della povertà e del disagio sociale.

1979

Giovanni Paolo II a Pompei 1979

La prima volta del Papa nella città mariana risale all’ottobre 1979. Giovanni Paolo II era appena ritornato dal suo viaggio apostolico in Irlanda e nell'America del Nord. Durante la consueta Udienza Generale del mercoledì (10 ottobre 1979) ne diede egli stesso l’annuncio: «Per ringraziare la Vergine Santissima con maggiore fervore e per implorare la grazia della conversione e della pace, vi comunico ora con immensa gioia che domenica 21 ottobre mi recherò in pellegrinaggio al Santuario di Pompei». Era il primo abbraccio con le popolazioni del Sud d’Italia. Si realizzava in questo modo l’auspicio profetico dell’Avv. Bartolo Longo che, nel discorso inaugurale della monumentale facciata del Santuario (5 maggio 1901), aveva affermato: «Un giorno da quella loggia noi vedremo la bianca figura del Rappresentante di Cristo benedire le genti accolte in questa piazza, acclamanti la pace universale». Da quella loggia, prima della recita dell’Angelus, il Papa fece una particolare consegna ai giovani presenti in piazza: «Carissimi giovani! La vostra presenza, così numerosa, e il vostro incontenibile entusiasmo sono la conferma che il messaggio di Cristo non è un messaggio di morte, ma di vita; non di vecchiume, ma di novità; non di tristezza, ma di gioia! Ditelo ai vostri coetanei, a tutti gli uomini, con i vostri canti, con i vostri ideali, ma specialmente con la vostra vita!». Al termine dell’Angelus il Santo Padre si fermò a lungo con i giovani cantando in polacco.

Quasi un anno dopo, il 26 ottobre 1980, Giovanni Paolo II riconosceva, a nome della Chiesa, lo straordinario percorso di vita, di opere e di santità dell’Avvocato Bartolo Longo (Latiano 10.02.1841 - Pompei 05.10.1926), con il solenne rito della Beatificazione. Quel giorno, in Piazza San Pietro, insieme al Fondatore del Santuario della Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei e delle annesse Opere di carità, venivano proclamati Beati Suor Maria Anna Sala, delle Suore Marcelline, e don Luigi Orione, proclamato, poi, santo il 16 maggio 2004. Nell’omelia pronunciata per quell'occasione, il Santo Padre, presentando le caratteristiche dei tre nuovi Beati, a proposito dell’Avvocato pompeiano affermava: «Infine, ecco ancora Bartolo Longo, ... egli è l’apostolo del Rosario, il laico che ha vissuto totalmente il suo impegno ecclesiale… “l’uomo della Madonna”: per amore di Maria divenne scrittore, apostolo del Vangelo, propagatore del Rosario, fondatore del celebre Santuario in mezzo ad enormi difficoltà ed avversità; per amore di Maria creò istituti di carità, divenne questuante per i figli dei poveri, trasformò Pompei in una vivente cittadella di bontà umana e cristiana...». Un modello di santità laicale da conoscere, amare e imitare.

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